Archivi del mese: marzo 2013

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FIADONI di Pasqua – ricetta della nonna –

Per la pasta nonna mi diceva:  metti sul tavolo 500 gr farina a fontana, fai un buco al centro e metti 2 uova , 1 pizzico di zucchero. Prendi un bicchiere, lo riempi per metà d’acqua, poi metti 2 dita di olio e 2 dita di vino bianco, lo versi nella farina e lo impasti con le uova. Impasta tutto lasciando l’impasto morbido, aiutandoti con un po’ di farina. La stendi con il matterello (o con la macchina della pasta) e fai tutti quadrati poni al centro il ripieno (grande come una noce), e li chiudi a triangolo. Prendi una taglia da forno, la ungi (noi oggi mettiamo la carta forno), e li spennelli con un po’ d’olio, poi li cuoci per 20 minuti a 180°. 
Per il ripieno usa:  500 gr formaggi misti (caciotta dolce,  pecorino fresco, ed altri formaggi a piacere) tutto grattugiato. Sbatti  5 uova aggiungi 50 gr parmigiano e poi tutti i formaggi misti.
Una lettrice

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AGNELL’ CAC’ E OVE


Ingredienti:
3 kg di agnello fatto a spezzatino va benissimo la spalla
5 uova
300 gr di pecorino grattugiato
la buccia grattugiata di 1 limone
Olio extravergine di oliva 2 mestolini
3 spicchi di aglio
1 ciuffo di prezzemolo
sale q.b.
pepe q.b.
Mettete in una padella l’agnello  e soffriggetelo con l’olio extravergine quindi aggiungete il soffritto di aglio e prezzemolo, condite con sale e pepe e portate a cottura a fuoco lento per circa 2 ore. Quasi alla fine della cottura, aggiungete le uova che avrete sbattuto precedentemente  con il pecorino e la scorza di limone, mescolate avendo cura che le uova non rassodino troppo e il piatto è pronto. Servite caldo accompagnando con spicchi di limone e un’insalatina verde campagnola con la rucola.
Gabriele  

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Da dove vengono le uova di Pasqua?


Quest’anno la Pasqua, che cade il 31 marzo, sarà “bassa” – secondo calcoli che vedono legati luna, equinozio di primavera e prima domenica successiva al loro arrivo – e abbastanza calda, anche se probabilmente non soleggiata viste le previsioni meteo. Comunque sarà un giorno di festa nel quale riposarsi, festeggiare e stare insieme, scambiandosi oltre agli auguri anche il tradizionale dono pasquale: l’uovo di cioccolata. Esisteva fin dall’antichità l’usanza di regalare semplici uova di gallina, spesso decorate a mano. Avveniva tra i Persiani i quali così festeggiavano l’avvento della stagione primaverile, per loro inizio di un nuovo anno e di una nuova vita. Con il Cristianesimo, l’uovo divenne simbolo di rinascita e risurrezione e la sua apertura il giorno di Pasqua è una tradizione carica di significati oltre che molto diffusa. In ogni paese tale abitudine viene declinata in modo diverso. Ad esempio, in Germania le uova, dopo essere state bollite, vengono avvolte con delle foglie o con dei fiori per dar loro un colore particolare. Nel Medioevo regalarsi in questo periodo uova decorate a mano era usanza comune, principalmente per premiare la servitù. E tradizionalmente tutte le uova che non venivano mangiate nel periodo di digiuno e astinenza (i 40 giorni della quaresima cristiana), si accumulavano per diventare doni pasquali. Venivano cucinate sode e dipinte a mano, inizialmente di rosso, ad indicare il colore della Passione di Cristo, poi di diversi colori e fatte benedire in piazza la domenica di Pasqua. Risale sempre al Medioevo l’usanza di rivestire le uova artificiali di materiali preziosi quali argento platino e oro, come dono ai nobili e agli aristocratici. Più recentemente, nel XIX secolo, l’orafo russo Peter Carl Fabergè ampliò la già ricca tradizione dell’uovo decorato, rivestito o smaltato, inserendo all’interno delle sue splendide creazioni una o più sorprese: un’idea che riscosse rapidamente un notevole successo. Solo successivamente, soprattutto nel corso del ‘900, è arrivato l’uovo di cioccolata classico o con infinite varianti, per lo più fatto artigianalmente e con la sorpresa all’interno. All’inizio veniva dipinto con prodotti vegetali come le cipolle rosse, oggi che è diventato un prodotto commerciale a tutti gli effetti, accontenta gusti ed esigenze di ogni tipo. E in tanti iniziano con largo anticipo a preparare le proprie uova. C’è chi addobba alberelli simili a quelli natalizi, appendendovi uova dipinte e mano e chi si diverte, come era usanza della cultura pagana, a riprendere il gioco del “combattimento”: due giocatori tengono saldamente in mano due uova sode – magari colorate – e colpendo delicatamente l’avversario cercano di rompere il suo guscio, salvaguardando il proprio. Perde chi è più impaziente o maldestro! Insomma ci sono tanti modi per rendere questo giorno importante allegro e speciale.. comprare uova biologiche ed equosolidali se si vuole.. farle riempire con un dono anche piccolo ma significativo, oppure – perché no?- usare un po’ del proprio tempo per fabbricarsele personalmente come meglio si riesce. L’uovo di Pasqua fatto in casa con ingredienti genuini è il miglior modo per sorprendere le persone a cui teniamo, oltre che l’occasione per fare un esperimento culinario che ha per protagonista il cioccolato! Che sia bianco, fondente o al latte..invece di partire pensando ai comuni sensi di colpa post abbuffate, al timore nel far danni ai fornelli o alla fase di decorazione, si inizia con una ricetta semplice: venti minuti del nostro tempo e qualche utensile provvidenziale ad aiutarci. Se volete provare vi consigliamo la ricetta riportata su  www.nonsprecare.it
Buona Pasqua a tutti!
Adalisa Gusmano

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Muffin al Formaggio

 

Ingredienti: 150 gr  farina, 50 gr parmigiano grattugiato, 3 cucchiai olio extra vergine,  1 uovo, 125 gr  latte, 1 pizzico di sale e pepe, 1 cucchiaino  di lievito per torte salate

Impastare, nello sbattitore, tutti gli ingredienti  e lasciar riposare per 15 minuti. Preparare degli stampini di carta per muffin, su una teglia da forno e versare un cucchiaio abbondante di impasto in ogni stampino. Infornare a 180° per 15 minuti.

Questi muffin si prestano ad innumerevoli variazioni, per farli più gustosi o più belli. Si possono cospargere di semi di papavero o di semi di sesamo.  Se li vogliamo più gustosi si possono aggiungere all’impasto dadini di prosciutto cotto  o speck  (circa 50 gr.) o per farli più leggeri ponendo al centro un cubetto di verdura sbollentata ( un rametto di broccolo ad esempio). Semplici sono l’ideale per accompagnare antipasti di salumi, uova sode e verdurine sott’olio.
MadamaRicetta

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‘NDOCCA ‘NDOCCA

Ingredienti:
Piedini
cotiche,
orecchi,
costatelle,
coda,
musetto di maiale,
3-4 foglie di alloro,
3-4 spicchi di aglio,
1 rametto di rosmarino,
peperoncino a seconda il gusto,
qualche chicco di pepe,
sale quanto basta
1/2 bottiglia di passato di pomodoro.
Mettere a mollo in acqua fredda per un giorno, quindi cambiare l’acqua e mettere a bollire per 3-4 ore il tutto  tranne la passata di pomodoro, durante il bollore schiumare fino alla fine il grasso. Circa mezzora prima della fine della cottura aggiungere la passata di pomodoro e a cottura ultimata servire caldo con il suo sugo.

Il Gattocherampica

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Tra opera letteraria e ricettario: l’attualità del Quattrova a 80 anni dalla sua uscita


Quattro uova, quattro uova, cosa prepariamo con quattro uova? Un ciambellone particolarmente ricco, una frittatina ai carciofi che faccia bella mostra di sé sulla tavola della colazione di Pasqua, delle fettuccine per celebrare quei bei porcini che ci hanno regalato… Alle versatili proprietà e alle mille virtù di questo ingrediente è dedicata una piccola gemma editoriale uscita in Italia nel 1931 con il curioso titolo La cucina elegante ovvero il Quattrova illustrato. Al posto dell’autore compaiono delle iniziali, E.V., che cinque anni più tardi, quando uscirà Il Quattrova raddoppiato, si scioglieranno in un nome, Emma Vanzetti, peraltro ignoto nel mondo della letteratura gastronomica e sulla cui reale esistenza sarà forse lecito al lettore nutrire qualche dubbio. A sostegno di questa operazione si schierò un nutrito plotone di nomi illustri, a cominciare da Piero Gadda Conti (cugino dell’autore del Pasticciaccio), che allestì per il volumetto una prefazione che si apre con la combattiva dichiarazione: «Mangiare è una cosa seria. Lettore, se non sei compreso della verità e dell’importanza, veramente vitale, di questa solenne affermazione, ti compiango: questo libro non è per te». Come spesso accade con i bei libri (o le belle riviste) di cucina, il Quattrova invita a farsi sfogliare e leggere anche senza l’intenzione di metterne in pratica le ricette e le indicazioni. Arricchito da trentadue incantevoli disegni stilizzati di Giò Ponti e di Tomaso Buzzi, presenta tuttavia molti piatti ancora perfettamente realizzabili e molti suggerimenti assolutamente sensati, come la tirata contro gli eccessivi antipasti freddi, che vanno a detrimento della riuscita del resto del pasto – tema caro a tanti autori di trattati gastronomici, fin da Rajberti e dall’Artusi –, una bella rivalutazione del salutare e innovativo “crudismo vegetale” propagandato in quegli anni dal duca Alliata di Salaparuta, e un’aperta presa di posizione, in un ideale confronto tra tradizione e presente, in favore del “magnifico buon senso moderno” che è logico, parco e misurato: “stiamo con Marinetti e poca pastasciutta, signore e signorine, pochi dolci, non bevete durante i pasti”. Il Quattrova, di cui Guido Piovene scrisse: “questo è il più bel libro uscito finora in Italia nel 1931”, è stato ristampato alcune volte nel corso del Novecento, ma è ormai introvabile e sarebbe bello se qualche editore pensasse di rimetterlo in circolazione. Guardiamo le singolari immagini di cuoche di fantasia – dalla cuoca letterata alla cuoca collerica, alla cuoca angelica – e vorremmo anche noi essere come Zefirina, la cuoca veloce, pronta a soddisfare gli ospiti inattesi. E ci sentiamo a volte come Remigia, la cuoca letterata, intenta a montare gli albumi immersa nella lettura di un libro tenuto in equilibrio sulle gambe. O come Filina, la cuoca acrobata, che annaspa tra imbuti e casseruole cercando di mettere insieme un paio di ricette appetitose entro l’ora di cena. E condividiamo la gioiosa sicurezza con cui l’autrice dichiara: «noi in cucina, sicuro, facciamo dell’arte». E come darle torto?
Marta Pensi

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Milano “da mangiare” batte Roma 10 a 0


Si sa, tra romani e milanesi, a pelle, non c’è un grande feeling. Luoghi comuni e plateali, innegabili differenze – dall’accento allo stile di vita – alimentano una storica competizione. Come sempre però, quando si guarda da vicino a ciò che solitamente si è osservato con diffidenza dall’alto al basso (o viceversa), la prospettiva cambia. Da romana doc che ha la fortuna di avere dei cari amici “lassù”, posso dire che non solo Milano è una città bella, accogliente e piena di sorprese, ma che, almeno a tavola, batte la capitale dieci a zero. E per sostenere questa tesi che “quaggiù” ha suscitato grande scalpore, vi cito quattro posti, molto carini,  dove per circa 30 euro a persona, ho mangiato davvero bene, al riparo dalle sòle che aihmè sempre più spesso ti rifilano all’ombra del Cupolone. Iniziamo con due proposte per il brunch domenicale, piacevolissima tradizione meneghina che a Roma stenta ancora ad affermarsi:
– il ristorante con orto Erba Brusca, al confine tra città e campagna, lungo il Naviglio Pavese. E’ una vera e propria oasi, l’ideale nella bella stagione quando si può mangiare accanto all’orto e godere dell’ombra del pergolato, ma piacevolissima anche d’inverno grazie a un allestimento interno originale nella sua semplicità e molto rilassante. Da provare la zuppa di fave, la ricottina fresca,  l’hamburger di fassone con patate rustiche e tutti i dolci!
– la Cantina della Vetra, con vista, grazie alle ampie vetrate, sulla basilica di San Lorenzo alle Colonne. All’ora del brunch, colpiscono il visitatore, oltre ai suggestivi arredi fine Ottocento di matrice rurale, i fantasiosi e ricchi buffet di affettati, formaggi e dolci. Buoni quanto belli d’aspetto.
– la trattoria Madonnina, nella tranquilla zona di Porta Ticinese, ma a due passi dal Naviglio Grande per un dopocena come si conviene a un weekend milanese con i fiocchi. Anche qui l’estetica del locale – a conduzione familiare – si sposa perfettamente con il gusto: pieni voti a entrambi. I piatti sono quelli tipici della cucina lombarda. Memorabili la cotoletta e l’osso buco…
– Nobile bistro de Milan, ristorante e caffè in corso Venezia da abbinare a una visita alla suggestiva Villa Necchi Campiglio. Vincente la filosofia di base: “Chi ha detto che per mangiar bene è necessario spendere tanto?”. Ne consegue che a pranzo, oltre ad alcuni piatti particolari come i Testaroli di Pontremoli (ottimi), la Garfagnana o il riso nero con bocconcini di pollo, viene offerta anche una ricca scelta di panini e insalate, tutti con materie prime doc. La sera, invece, spazio alla cucina più ricercata di Claudio Sadler, chef a due stelle Michelin.
Qualcuno sa consigliarmi altrettanti posti su Roma con le stesse caratteristiche?
Silvia Gusmano

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Piccolo Prezzo

PASTA IN CREMA DI ZUCCA, INSALATA COTTA CON CROCCHÈ DI MERLUZZO,  BUDINO DI PERE E RICOTTA
La crisi imperversa e mettere insieme il pranzo con la cena sta diventando una vera e propria sfida per molte famiglie. Per questo torniamo  a proporvi un menù a 20 euro per 4 persone, facile e veloce da preparare: 

PASTA IN CREMA DI ZUCCA

300g di pasta corta piccola
1 cipolla grande
400g di zucca
2 porri
2 filetti d’acciuga
prezzemolo
una cucchiaino di maizena
olio e.v.o., sale e pepe
Rosolare la cipolla affettata con la zucca a pezzetti per ¾ minuti, aggiungere 250ml di acqua calda e cuocere coperto fino a che la zucca non si sfalda (circa 30 minuti). Aggiungere il cucchiaino di maizena e frullare il tutto. Tagliare il porro a fettine sottili e farlo dorare a fuoco lento con tre cucchiai d’olio. Quando è ben appassito aggiungere le acciughe, farle sciogliere, pepare e aggiungere il prezzemolo tritato. Lessare la pasta, scolarla 2 minuti prima e ripassarla in padella con il porro. Saldare la crema di zucca e portare a bollore, mescolando con un cucchiaio di legno e servire individualmente, versare la crema di zucca dentro piatto fondo e mettere sopra la pasta ripassata in padella. 

 

INSALATA COTTA CON CROCCHÈ DI MERLUZZO

400g di filetti di merluzzo
1 cespo piccolo di indivia
1 cespo piccolo di radicchio
1 uovo, farina, pangrattato, burro
1 limone, prezzemolo
olio e.v.o., sale e pepe
Dividere il merluzzo in pezzi da 3 cm, passarli nell’uovo sbattuto, e poi nel pangrattato. Friggerli in una padella con poco olio d’oliva e una noce di burro da ambo le parti e poggiarli su carta assorbente.; tenerli in caldo. Tagliare le insalate a striscioline saltarle in padella per qualche minuto. Spegnere aggiustare di sale e spolverare con il prezzemolo tritato e la buccia grattugiata di mezzo limone. Mettere in un piatto sotto l’insalatina e sopra il merluzzo. 

 

 

 

 

 

BUDINO DI PERE E RICOTTA
2 pere decane
250 g di ricotta di vacca
1 foglio di gelatina
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di zucchero a velo
2 cucchiai di zucchero
½ bicchiere di vino bianco
6 gherigli di noce
3 cucchiai di panna
50 g di cioccolato fondente
Sbucciare le pere, affettarle e metterle in una casseruola, con il vino e lo zucchero semolato, cuocere finché non si disfanno. Passarle a frullatore, rimetterle nella casseruola, portarle a ebollizione, unire la gelatina precedentemente ammollata in acqua e strizzata. Spegnere e versare in 4 stampini da dolce e mettere in frigorifero per mezz’ora. In una ciotola lavorare la ricotta con la frusta, aggiungendo la cannella e lo zucchero a velo, in fine aggiungere la panna, precedentemente montata. Tirare fuori dal frigo gli stampini e versare composto di ricotta e panna sopra quello di pere e livellare con un cucchiaio. Rimettere in frigorifero per 2-3 ore. Al momento di servire mettere gli stampini 1/4 d’ora in freezer, poi sformarli su piattini da dolce. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria in un pentolino e versarlo a filo sopra. Decorate con i gherigli di noce spezzettati e servite.

LISTA DELLA SPESA
stampa la lista
premesso che in casa abbiamo:
maizena, prezzemolo, farina, pangrattato, burro,  cannella, prezzemolo, cucchiaio di zucchero a velo, zucchero, ½ bicchiere di vino bianco, olio e.v.o., sale e pepe

compriamo:
300g di pasta corta piccola
250 g di ricotta di vacca
200ml di panna
1 uovo
50 g di cioccolato fondente
gelatina in fogli
2 filetti d’acciuga
400g di filetti di merluzzo
1 cipolla grande
400g di zucca
2 porri
1 cespo piccolo di indivia
1 cespo piccolo di radicchio
1 limone
2 pere decane
6 noci 

TABELLA DI MARCIA
Possiamo preparare prima il budino e lasciarlo in frigo, e la crema di zucca. Mettiamo su l’acqua della pasta e cominciamo ad impanare il merluzzo. Prepariamo il soffritto per la pasta e saltiamo in padella le insalate. Per ultimo friggiamo il merluzzo, lo teniamo in caldo e lo comporremo prima di servirlo. Mettiamo giù la pasta e scaldiamo la crema di zucca. Il cioccolato va fatto prima di servire il dolce per fare presto possiamo anche scioglierlo al microonde con un cucchiaio d’acqua.
MadamaRicetta

 

 

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BUDINO DI PERE E RICOTTA

2 pere decane
250 g di ricotta di vacca
1 foglio di gelatina
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di zucchero a velo
2 cucchiai di zucchero
½ bicchiere di vino bianco
6 gherigli di noce
3 cucchiai di panna
50 g di cioccolato fondente
Sbucciare le pere, affettarle e metterle in una casseruola, con il vino e lo zucchero semolato, cuocere finché non si disfanno. Passarle a frullatore, rimetterle nella casseruola, portarle a ebollizione, unire la gelatina precedentemente ammollata in acqua e strizzata. Spegnere e versare in 4 stampini da dolce e mettere in frigorifero per mezz’ora. In una ciotola lavorare la ricotta con la frusta, aggiungendo la cannella e lo zucchero a velo, in fine aggiungere la panna, precedentemente montata. Tirare fuori dal frigo gli stampini e versare composto di ricotta e panna sopra quello di pere e livellare con un cucchiaio. Rimettere in frigorifero per 2-3 ore. Al momento di servire mettere gli stampini 1/4 d’ora in freezer, poi sformarli su piattini da dolce. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria in un pentolino e versarlo a filo sopra. Decorate con i gherigli di noce spezzettati e servite.
MadamaRicetta

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Madama Ricetta nasce all’ombra del Senato dall'alleanza di tre colleghe ... leggi la storia

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per chi ha perso la puntata del 14 novembre a Cuochi e Fiamme, con la partecipazione della nostra corrispondente da Lugano Valentina Arena, trova qui il link per rivederla.

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